silvano risso sagre
Cronaca

Asti, il mondo dei vespisti piange uno dei suoi “restauratori” più bravi

Era la grande passione dell’operaio morto cadendo da un ponteggio a Castagnole Monferrato

«Povero il mio Silvano, non doveva finire così, mi manchi tantissimo» poche parole in grado di contenere tutto il dolore e lo strazio della moglie dell’operaio deceduto lunedì sera in un tragico infortunio sul lavoro a Castagnole Monferrato.
Silvano Risso, 50 anni compiuti appena due mesi fa, residente a Sessant in Valbaciglio, non è sopravvissuto ad un tragico volo da circa quattro metri nel cortile di una casa all’inizio di via Umberto Primo mentre lavorava alla realizzazione di una veranda. La dinamica esatta di quanto accaduto è ancora al vaglio dello Spresal, intervenuto insieme ai carabinieri di Montemagno, ma pare che a causare la morte sia stato un gravissimo trauma cranico riportato contro un grande vaso di cemento presente sull’area del cortile in cui è precipitato l’artigiano.
Silvano era molto conosciuto nella frazione astigiana perchè con il fratello gemello Renato condivideva la passione per il restauro delle Vespa d’epoca.

Silvano Risso

Erano famosi nel mondo dei vespisti non solo per la loro straordinaria abilità nel portare a nuovo splendore le Vespa più antiche ma anche perchè ogni anno, in estate, organizzavano il raduno a Sessant. Tranne l’anno appena passato, ovviamente, a causa delle restrizioni Covid.
Iscritto al Vespa Club Asti Alfieri, aveva anche partecipato a molte edizioni della sfilata del Festival delle Sagre, insieme alla moglie Daniela Nonanta, titolare di Astigrafica (nella foto).
Vestiti in costume d’epoca degli Anni Cinquanta, a bordo della loro Vespa davano un tocco in più alla rievocazione del primo Dopoguerra nelle campagne astigiane.

Daniela Peira

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Una risposta

  1. Provn dispiacere profondo, come per tutte le brave persone con interessi sani

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