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Asti, la bambina disabile riceverà la Prima Comunione grazie all’intervento del Vescovo

Incontro chiarificatore in Curia sabato scorso con la mamma che ha denunciato il rifiuto del parroco ad impartire il sacramento a sua figlia

Dopo la “denuncia” della madre

Missione compiuta. La bimba disabile, alla quale Padre Lauro Vattuone, parroco di Isola d’Asti, aveva negato la Prima Comunione, riceverà regolarmente il sacramento cristiano.
A comunicare la notizia è la mamma, Elisa Baldassini che, sabato scorso, insieme al marito e alla piccola, sono stati ricevuti dal Vescovo monsignor Marco Prastaro. «È stato un incontro molto positivo – dice la mamma – il Vescovo, dopo aver ricostruito la vicenda, non ha avuto dubbi sul fatto che la bimba dovesse ricevere la Comunione al pari degli altri».

Sabato scorso l’incontro  in Vescovado

All’incontro era presente anche Padre Lauro che ha voluto scusarsi con i genitori che, di buon cuore, hanno accettato il gesto di distensione.
Monsignor Prastaro ha concordato con i genitori che la bambina seguirà il catechismo con tutti gli altri bimbi. Sarà accompagnata personalmente da una suora, in servizio presso la locale Scuola Materna, che già ha conosciuto la piccola nei tre anni che ha frequentato l’asilo. Alla fine del percorso di avvicinamento, la bambina riceverà la Comunione con i suoi compagni di classe.
«Un ringraziamento particolare va al Vescovo Marco – dice mamma Elisa – che ha voluto immediatamente prendere in mano la situazione non appena vista la notizia su La Nuova Provincia. Ci ha contattato e ci ha voluto incontrare. Come un buon padre sa fare, ha risolto la questione nel migliore dei modi. Resta l’amarezza per il gesto iniziale che poteva essere tranquillamente evitato usando una maggiore sensibilità».

Affetta dalla sindrome Mowat Wilson

Questa bellissima bimba, dai lunghi capelli biondi e dai magnifici occhi azzurri, è affetta dalla sindrome di Mowat Wilson, una rara malattia di carattere genetico. Appena 270 casi diagnosticati in tutto il mondo. La principale preoccupazione dei genitori, oltre ad accudirla e non farle mancare nulla, è di garantire alla piccola la normalità dei suoi anni, chiedendo per lei solo uguali opportunità.

La comunità di Isola vicina alla famiglia

«Nonostante tutti i suoi problemi – racconta la mamma – la mia bambina fa ciò che si deve fare alla sua età. Abbiamo lottato tanto perché potesse avere una vita normale. La comunità di Isola ci ha sempre sostenuto e, dopo che il caso è diventato di dominio pubblico, abbiamo ricevuto tanta solidarietà».

«Ci hanno dato tutti ragione»

In effetti, le manifestazioni di appoggio a mamma e bimba sono state parecchie anche sui social e i commenti al nostro articolo, in cui svelavamo e raccontavamo la vicenda, sono stati per la quasi totalità a sostegno della famiglia di Isola.
La sindrome di Mowat Wilson presenta tante gravi patologie. A causa di questa malattia, la bimba soffre di pubertà precoce e, dopo aver patito per anni di terribili febbri convulsive, è ora soggetta a crisi epilettiche. Non riesce a parlare e ha seri problemi a livello di colonna vertebrale. Nonostante tutto, però, frequenta regolarmente la scuola, assistita da personale qualificato, pratica nuoto e segue un apposito percorso di psicomotricità.

Vita normale nonostante la grave malattia genetica

«Come ho spiegato al Vescovo – confida la mamma – abbiamo scoperto della malattia quando la piccola aveva 18 mesi. Una tragedia nella tragedia perché eravamo assolutamente impreparati ad affrontare una notizia del genere. Non è stato facile ma non ci siamo scoraggiati. Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo accettato ciò che la vita ci dava. La Provvidenza avrà avuto il suo piano per noi».
Per questo motivo, pareva francamente incomprensibile la posizione che Padre Lauro aveva assunto negando la possibilità del sacramento alla bambina. In redazione, appena venuti a conoscenza della notizia, abbiamo voluto dar voce alla mamma perché raccontasse la sua versione dei fatti.

La dottrina ufficiale è chiara sul punto

«Voglio ringraziare La Nuova Provincia – dice la mamma – perché mi ha aiutato a risolvere la situazione e mi è stata vicina. Vivevo questa vicenda come una profonda ingiustizia perché, in cuor mio, sapevo che non era la posizione della Chiesa. Infatti, grazie al giornale, si è trovata la dottrina ufficiale (Esortazione Apostolica ‘Sacramentum Caritatis’, ndr) confermata anche dal Vescovo».
A pochi giorni dalla Giornata internazionale delle persone con disabilità, siamo felici di aver contribuito, nel nostro piccolo, alla risoluzione di questo increscioso caso. Rimuovere gli ostacoli e affermare i diritti delle persone con disabilità è un nostro principio editoriale. Ciò che, però, contava in questa particolare circostanza era aiutare una ‘super’ bimba che parla con gli occhi e trasmette emozioni più di mille parole.

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