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Asti, la Guardia di Finanza e il Covid fra mascherine irregolari e rischio usura

Il ruolo del corpo sia durante i mesi di pandemia che, oggi, nella vigilanza finanziaria sulla ripresa

Tre mesi molto impegnativi

La Guardia di Finanza di Asti, come tutte le forze di polizia, ha avuto un ruolo molto importante nei mesi di tsunami Covid che hanno travolto il mondo intero.

Con una nota di sacrificio in più, visto che il comandante stesso è stato contagiato e ha ingaggiato la sua personale (e vincente) battaglia contro il virus.

Tante sono state le attività strettamente connesse alla pandemia, prima fra tutte quella volta alla tutela della salute pubblica con il controllo di forniture di mascherine che venivano messe in commercio come dispositivo di protezione individuale. Più di uno i sequestri di mascherine non conformi alla legge oppure vendute attraverso canali commerciali non istituzionali e con un ingiustificato sovrapprezzo ricordati nel bilancio di un anno di attività.

I controlli in Fase 2

Quello sulla quale si sta concentrando maggiormente oggi l’attenzione della Finanza, però, è la cosiddetta Fase-2 di ripresa, soprattutto sul fronte delle attività produttive e commerciali.

Anche se Asti non ha mai avuto numeri importanti per quanto riguarda l’usura, non si può dire che non esista e prova ne siano operazioni che in un passato anche recente hanno visto personaggi con grandi disponibilità di denaro approfittare di chi era in crisi di liquidità.

Monitoraggio su passaggi di proprietà sospetti

Con l’inevitabile crisi di molti settori economici, primi fra tutti quelli legati alla ristorazione e all’accoglienza turistica a causa delle severe norme di distanziamento sociale anticontagio, le Fiamme Gialle stanno monitorando attentamente i passaggi di proprietà  e i subentri nelle attività commerciali di personaggi che, direttamente o indirettamente, sono riconducibili al mondo dell’usura.

Un lavoro, come spiega il comandante provinciale colonnello Fabio Canziani, molto difficile e delicato, visto che la denuncia da parte di una vittima di usura è una vera rarità. E’ incrociando le diverse banche dati a disposizione degli investigatori finanziari e monitorando flussi e movimentazioni bancarie e contabili che è possibile individuare i casi sospetti.

L’orgoglio del generale Zafarana per l’operato dei suoi uomini

Tutto incentrato sulla prova di senso del dovere e del sacrificio della Guardia di Finanza in tempo di Covid è stato il messaggio del comandante generale della Guardia di Finanza, generale Giuseppe Zafarana a tutti i finanzieri d’Italia.

Parla di solidarietà e di altruismo speso dai finanzieri in tantissimi ambiti: dal controllo del territorio da parte delle pattuglie ai trasporti di personale medico, attrezzature e dispositivi sanitari in emergenza per passare al contrasto delle truffe su mascherine e altri dispositivi di protezione individuale fino al coinvolgimento dei finanzieri in congedo che si sono spesi per raccogliere fondi a favore, fra le altre cose, di colleghi particolarmente colpiti dalla pandemia. «Tutti esemplari testimoni dei valori più velli che noi finanzieri siamo in grado di esprimere» ha scritto il generale Zafarana.

Lasciando a tutti i suoi uomini un “compito” importante per i prossimi dodici mesi, ovvero l’impegno per contribuire ad un nuovo futuro benessere del Paese, con tutto l’aiuto professionale possibile per un rilancio che premi gli imprenditori onesti e penalizzi la criminalità finanziaria.

 

 

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