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Carcere di Asti, non si placano le polemiche sui “poliziotti giardinieri”

L'Osapp interviene con sarcasmo sulla richiesta della direzione di aderire volontariamente ad un corso per trattorista per tagliare l'erba in carcere

Proposta di un corso da trattorista

Inizierà lunedì il corso di 8 ore che la direzione del carcere di Asti ha organizzato insieme ad un’associazione di volontariato per far acquisire l’abilitazione alla guida di trattori agricoli e forestali agli agenti di polizia penitenziaria che avessero aderito, in forma volontaria, all’appello.

Un’iniziativa che ha uno scopo ben preciso: quello di poter poi utilizzare degli agenti “qualificati” per tenere in ordine l’area verde dentro il perimetro della Casa di Reclusione astigiana.

Una richiesta decisamente singolare che non riesce a placare lo stupore che ha suscitato soprattutto nei sindacati che rappresentano gli agenti di polizia penitenziaria.

Ieri è iniziato lo sciopero della mensa

La notizia era già stata anticipata ieri in occasione della proclamazione dello stato di agitazione di tutte le sigle sindacali con contestuale inizio dello sciopero della mensa aziendale in segno di solidarietà ai colleghi indagati del carcere di Santa Maria Capua Vetere.

«La misura è colma»

Oggi interviene anche il segretario dell’Osapp Leo Beneduci con un intervento a metà fra la rimostranza sindacale e il sarcasmo: «In carcere e malgrado la certa appartenenza ad una forza di polizia, gli agenti penitenziari sono indebitamente impiegati in ogni possibile mansione, ma mai avremmo potuto immaginare che potesse esistere persino l’agente trattorista. E’ nostra opinione – prosegue – considerare che a questo punto la misura possa ritenersi colma».

Quella della richiesta di trasformare gli agenti penitenziari in “giardinieri” per qualche ora è solo una delle tante circostanze contro le quali i sindacati si sono scagliati rivendicando una direzione più pronta a risolvere i problemi che attanagliano il carcere di Asti.

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