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Isola: «Negata la Prima Comunione a mia figlia disabile»

La "denuncia" di una donna di Isola d'Asti che si è sentita rispondere di no dal parroco perchè la bambina non capirebbe il significato del sacramento

Madre combattiva

Lunghi capelli biondi, magnifici occhi azzurri e un caratterino di tutto rispetto che dimostra la grande vitalità dei bambini della sua età.
Una piccola speciale e dalla grande forza d’animo ma affetta dalla sindrome di Mowat Wilson, una rara malattia di carattere genetico, 270 casi diagnosticati in tutto il mondo.
Insieme al marito, la mamma Elisa Baldassini non le fa mancare nulla ma, soprattutto, cerca di farla vivere nei modi e nelle forme tipiche di una bimba di 8 anni.
Per questo motivo, qualche giorno fa, i genitori hanno chiesto a padre Lauro Vattuone, parroco di Isola d’Asti, paese dove risiedono da oltre 15 anni, di poter far fare la prima comunione alla figlia.
Un gesto istintivo visto che, in terza elementare, i bambini del paese solitamente iniziano il percorso del catechismo che li porterà, l’anno successivo, a questo importante momento della loro vita cristiana.
Ecco, però, la sorpresa inaspettata: Padre Lauro nega la possibilità del sacramento alla bambina.

Elisa Baldassini

«Mi sono sentita gelare il sangue nelle vene»

«Mi sono avvicinata al parroco, incrociandolo per caso, certa e tranquilla di una risposta positiva.
Non mi aspettavo assolutamente un rifiuto. Mi sono sentita gelare il sangue nelle vene», dice mamma Elisa che continua: «Padre Lauro mi ha detto che la mia bambina non poteva ricevere la Prima Comunione perché non ne avrebbe compreso il significato. Non potendo seguire il catechismo non capirebbe il senso di ricevere il Corpo di Cristo».

La sindrome di Mowat Wilson presenta tante gravi e diverse patologie. «La mia bimba – confida la mamma – a causa di questa malattia, soffre di pubertà precoce e, dopo aver patito per anni di terribili febbri convulsive ora è soggetta a crisi epilettiche».
La bimba non riesce a parlare e ha seri problemi a livello di colonna vertebrale.

Nonostante la disabilità lei fa le cose come i suoi coetanei

Malgrado tutto, frequenta regolarmente la scuola assistita da personale qualificato, pratica nuoto e un apposito percorso di psicomotricità studiato dall’Ospedaletto di Alessandria dov’è tuttora in cura. «Nonostante i suoi problemi – continua la mamma – la mia bambina fa tutto ciò che un bimbo deve fare alla sua età. Abbiamo lottato tanto perché potesse avere una vita, la più normale possibile. La comunità ci ha sempre aiutato. Tutti le vogliono bene e la sostengono».
Purtroppo la bimba non può essere però mai lasciata sola. «Abbiamo scoperto della malattia quando aveva 18 mesi – dice la mamma – perchè aveva difficoltà a comunicare e non interagiva con i giocattoli. Da lì è iniziato il suo calvario, fatto prima di analisi e dopo di cure. Non è stato facile ma non ci siamo scoraggiati. Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo accettato ciò che la vita ci dava».

«Perchè quel no?»

Elisa Baldassini è una mamma coraggio, forte, combattiva e solare nonostante tutte le avversità. Chiede solo uguali opportunità per la figlia per garantirle la normalità dei suoi anni. «Vedo la mia bimba speciale – dice la mamma – una bimba che dona amore senza chiedere nulla in cambio. Nonostante questo le vengono tolti alcuni diritti come ricevere la Prima Comunione. Come si può rifiutare un sacramento importante a una bimba disabile? Dove sono pietà, compassione e carità cristiana? Il parroco non ha neppure voluto studiare nessuna soluzione alternativa. Chiedo scusa soprattutto a mia figlia per quanto sta accadendo».

Papa Benedetto XVI avev promulgato un’esortazione su questo specifico tema

Casi di sacerdoti che hanno rifiutato la Comunione, purtroppo, ne esistono diversi. Per questo motivo nel 2007 l’allora pontefice Benedetto XVI, per evitare pregiudizi e malintesi pastorali, aveva promulgato un’apposita Esortazione Apostolica “Sacramentum Caritatis”. In essa si sostiene: «Venga assicurata anche la comunione eucaristica, per quanto possibile, ai disabili mentali, battezzati e cresimati: essi ricevono l’eucaristia nella fede anche della famiglia o della comunità che li accompagna». Questa storia sta facendo e farà molto discutere. In paese sono tante le prese di posizione e le manifestazioni di sostegno alla bimba. Al momento Padre Lauro Vattuone non ha voluto rilasciare dichiarazioni sulla vicenda.

2 Commenti

  • Giancarlo ha detto:

    Bisogna vedere come aiutare i bambini disabili per la graduale coscienza del Sacramento dell’Eucaristia!

  • gabriele ha detto:

    Gli ortodossi danno tutti e tre i sacramenti ai neonatI: battesimo, cresima ed eucaristia, tutto nella stessa cerimonia, così non hanno neanche il problema dei ragazzi che vengono mandati al catechismo solo per fare la prima comunione e la cresima come fossero tappe della vita sociale tipo il primo ballo in maschera o il primo bacio, e dopo la cresima spariscono e in chiesa non si fanno più vedere.

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