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Tribunale di Asti, i magistrati replicano agli avvocati: «Errore c’è stato, ma non può offuscare il lavoro fatto finora»

Replica ai duri attacchi dopo la lettura della sentenza prima dell'arringa

Sulla sentenza senza arringa

Non si placano le polemiche sui fatti accaduti al Tribunale di Asti prima di Natale in occasione della lettura di una sentenza prima che il difensore facesse l’arringa.

Dopo duri attacchi degli avvocati, astigiani e piemontesi, giovedì scorso i magistrati astigiani dell’Associazione Nazionale Magistrati hanno tenuto un’assemblea per replicare.

Di seguito, integrale, il comunicato firmato dai magistrati astigiani di Anm.

Il comunicato dei magistrati

«Siamo consapevoli di quanto di grave il 18 dicembre 2019 è accaduto davanti al Collegio penale del Tribunale di Asti ma proprio in ragione dell’unicità dell’errore compiuto riteniamo che il giudizio su di esso esiga ponderazione e misura.

Quello “sbrigativo” passaggio…

Riscontriamo invece nel documento, approvato l’8 gennaio 2020 dall’Assemblea straordinaria dell’Ordine degli Avvocati e della Camera penale di Asti, lo sbrigativo passaggio secondo cui i noti fatti… hanno determinato una perdita di credibilità e fiducia collettiva nell’amministrazione della giustizia nel Foro e nella cittadinanza astigiana.

Rivendichiamo, quale evidenza non oscurabile, che grazie all’impegno ed al rigore di tutti coloro che lavorano al Palazzo di Giustizia – e nonostante le vistose carenze di risorse – da anni viene assicurata la trattazione degli affari sia penali che civili ad un livello distintivo quanto a numero, qualità e durata.

«La Giustizia astigiana è affidabile garante del diritto»

Non intendiamo in alcun modo venir meno a questo impegno nella ferma convinzione che neppure il sofferto momento che stiamo vivendo possa e debba offuscare la realtà della Giustizia astigiana quale affidabile garante del diritto e dei diritti.

Ci rammarichiamo che si dimentichi che è proprio questa Giustizia a non aver esitato un solo istante nel compiere i doverosi accertamenti su quanto accaduto e nel metterne l’esito a disposizione delle autorità cui spetterà di valutare la condotta e la responsabilità dei giudici del Collegio coinvolto secondo le procedure e le garanzie di Legge.

Il Presidente del Collegio sotto scorta

Ricordiamo come il suo Presidente – qualche mese fa destinatario, insieme ad altri colleghi, di pesante intimidazione ignota – abbia preso la dura decisione di chiedere l’applicazione altrove anche per contribuire a dissipare il disagio generato da quanto occorso il 18 dicembre 2019. E che i Presidenti della Corte d’appello di Torino e del Tribunale di Asti si siano adoperati perché ciò possa avvenire nei tempi e con le modalità meno impattanti sulla funzionalità degli Uffici.

Siamo spiaciuti che dopo questo passo di responsabilità istituzionale, si debba leggere sui media la dichiarazione attribuita al Presidente della Camera penale di Asti secondo cui dopo la riunione associativa del 13 gennaio 2020, rimaniamo in attesa di eventuali ulteriori decisioni degli altri componenti del collegio.

«Non siamo inquietati»

Come magistrati non siamo inquietati dal tono ultimativo di queste parole.

Lo siamo come cittadini, preoccupati che quelle parole scordino come nel nostro Stato di diritto non vi è spazio alcuno per qualsivoglia pressione sui magistrati, per dettato costituzionale inamovibili e soggetti soltanto alla legge.

«Auspichiamo un atteggiamento più sereno»

Confidiamo, nel comune interesse di Giustizia, che un più sereno atteggiamento verso quanto successo sia al più presto recuperato dall’intera Avvocatura astigiana sì da consentire che la quotidiana fattiva interlocuzione tra magistrati e difensori, peraltro mai interrotta neppure in questi giorni difficili, riprenda con più vigore nel reciproco rispetto dei ruoli.

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