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Chiara Buratti in scena a Viatosto con l’anteprima nazionale di “Quattro donne”

L'attrice: "Darò voce a personaggi femminili, reali e inventati, capaci di scelte audaci nella loro fragilità. E anche il pubblico sarà coinvolto"

Debutto a teatro con “Quattro donne”

Nuovo debutto a teatro per Chiara Buratti. Mercoledì 5 agosto, alle 21 a Borgo Viatosto (Asti), l’attrice porterà in scena l’anteprima nazionale di “Quattro donne”, spettacolo di cui firma anche il testo in collaborazione con Giannino Balbis, per una produzione Orlantibor. Con lei sul palco Tommaso Rotella, che ne è anche regista, mentre Antonio Gatti si occuperà delle sonorizzazioni dal vivo.
Inserito all’interno della rassegna Borgate dal Vivo, è ad ingresso libero (previa prenotazione online su www.borgatedalvivo.it/quattro-donne), con replica sabato 8 agosto alle 21 al Teatro del Castello di Calosso per la rassegna “Calosso c’è” (ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili).
Lo spettacolo, che mescola momenti di riflessione e commozione ad altri di ironia e divertimento, ha come protagoniste quattro figure femminili, molto diverse da loro, ma unite da una sensibilità fuori dal comune. Quattro donne che non ci sono più, ma che sono invitate da un improbabile angelo-messaggero a raccontare la propria storia di vita.
Chi sono le protagoniste nei cui panni si calerà?
«Sono Pannonica de Koenigswarter (1913 – 1988), mecenate del jazz senza la quale Thelonius Monk non avrebbe mai cambiato volto alla musica; Maryam Mirzakhani (1977- 2017), matematica iraniana diventata a 37 anni la prima donna a vincere la Medaglia Fields, ovvero il Nobel dei matematici; Suzanne Lenglen (1899 – 1938), straordinaria tennista francese che dettava legge sul campo, nella moda e nel costume, anche se fragile e incerta nel suo vivere. Poi irrompe sulla scena la quarta donna, una stramba portiera di uno strambo motel, che non ha ancora realizzato qualcosa di memorabile nella vita, ma che è sicura di poterlo fare un giorno e chiede che le venga data una possibilità. Ma non si tratterà solo di assistere a quattro monologhi, perché anche il pubblico sarà coinvolto…».
In che senso?
«Gli spettatori, attraverso una originale votazione finale, saranno invitati a decretare quale donna avrà la possibilità di tornare sulla Terra, dopo esservi stata portata per alcuni minuti dall’angelo-messaggero. Dovranno scegliere tra quella che ha prediletto la cultura, la scienza, lo sport o quella che ha avuto una vita semplice, senza scossoni, ma che promette che utilizzerà al meglio il proprio tempo e realizzerà qualcosa di grandioso, anche fosse semplicemente mettere in piedi una bella famiglia. Quattro donne, come dicevo, così diverse eppure così uguali: ecco perché, sembra quasi che a un certo punto, sommando le loro caratteristiche, emerga una quinta figura femminile: una donna universale, forte e fragile, unica e non replicabile».
Come mai ha scelto proprio queste figure?
«E’ nato tutto mentre, due anni fa, conducevo il programma “Donne di scienza” su Rai Scuola, periodo durante il quale mi sono imbattuta nella figura di Maryam Mirzakhani. Un personaggio che ha da subito destato il mio interesse, tanto che ho cominciato ad approfondire la sua conoscenza attraverso diverse letture. Ho scoperto, per esempio, che per arrivare a scoprire i suoi teoremi, sosteneva di avere quasi delle visioni. Dalla sua figura, che ho approfondito dal punto di vista professionale e umano, ho poi allargato il campo e ho scelto altri figure di donne (due reali e una inventata), accomunate a Maryam Mirzakhani da alcune caratteristiche. Tutte hanno compiuto scelte audaci, ma possedevano un lato fragile e oscuro, che per alcuni aspetti le ha poste anche in secondo piano, impedendo loro di godere sempre del ruolo di protagonista nella vita. Hanno sempre avuto dei progetti da perseguire ma sono morte giovani, ad accezione di Pannonica che, però, ha affermato di essere “morta” quando, nel 1982, è scomparso Monk, di cui era innamorata, anche se non aveva mai fatto con lui coppia fissa».
«Insomma, sono forti e vulnerabili, hanno fatto la storia ma al tempo stesso sono in parte irrisolte, hanno vissuto ma non quanto avrebbero voluto, sono state felici ma hanno conosciuto la paura».
Oltre ad Asti e Calosso, quali altre tappe prevederà lo spettacolo?
«Dopo le anteprime astigiane, “Quattro donne” debutterà ufficialmente a Cento, in provincia di Ferrara, il 7 novembre (appuntamento previsto lo scorso marzo, ma il lockdown ha bloccato tutto), cui seguiranno diverse altre date che sono in via di definizione».
Quali altri progetti professionali ha in calendario?
«Condurrò il Premio Cesare Pavese e sarò coinvolta nel Festival Passepartout attraverso il concorso letterario “Parole in bottiglia”, aperto a scrittori e poeti di tutte le età fino al 14 agosto. Poi, da settembre, riprenderò le prove dello spettacolo “Decamerock”, che aveva debuttato prima del lockdown, che vede sul palco, insieme a me, mio marito Massimo Cotto, Mauro Ermanno Giovanardi e Francesco Santalucia, per la regia di Roberto Tarasco. Spettacolo che prevederà, tra la fine dell’anno e l’inizio del 2021, tante date in diversi teatri».

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