Conte Giorgio
Cultura e Spettacoli
Intervista

Da Giorgio Conte le note della rinascita con “Stringimi forte”

Il brano del cantautore astigiano è stato scelto dal Ministro Franceschini come colonna sonora delle campagne che promuoveranno la riapertura dei luoghi culturali

«“Stringimi forte, abbracciami…”. Grazie a Giorgio Conte e ad Ala Bianca Group per aver donato questa bellissima e struggente canzone che sarà la colonna sonora delle future campagne del Ministero della Cultura per promuovere la riapertura dei luoghi culturali».
Sono le parole del Ministro Dario Franceschini in occasione della prima Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid-19, lo scorso 18 marzo, quando ha condiviso su Twitter il brano del cantautore astigiano (il cui video vede protagonisti i Sonics Aerial Acrobatics).
A parlarne lo stesso Giorgio Conte, che abbiamo raggiunto per saperne di più.
Come è nata questa idea?
«E’ andata così: tempo addietro tenni un concerto a Ferrara. Dario Franceschini era in platea e, al termine dell’esibizione, mi raggiunse in camerino. Si complimentò e mi disse che “Stringimi forte” l’aveva particolarmente toccato.
Oggi, a distanza di tempo, mi ha chiesto se poteva usare la canzone come colonna sonora della futura campagna di riapertura dei luoghi culturali. Io ho accettato con sommo piacere e un pizzico d’orgoglio».

Il brano e la pandemia

E’ il brano presente nell’album “Sconfinando” del 2017?
«Sì, è la versione presente in “Sconfinando”, rivisitazione in chiave sinfonica della prima registrazione contenuta nell’album “Cascina Piovanotto”».
Quando ha composto il brano?
«Nel 2014, in età per così dire matura, riflettendo giocoforza sull’impellente urgenza di non trascurare gli affetti, prima che sia troppo tardi (“prima che si alzi il vento…”). Poi, ahimè, il vento malefico targato Covid-19 si è alzato e ci ha lasciati atterriti ed attoniti. Ora pare che pian piano si stia “placando” e che lo “spavento” che ci siamo presi potrebbe man mano affievolirsi».
Come sta vivendo, da artista, questo periodo di pandemia?
«L’ho vissuto male, malissimo, in trincea senza più alcuna voglia di suonare e tantomeno cantare. Adesso va un po’ meglio. Timidamente sta tornando una malcelata smania di riprenderci la vita ed una gran voglia di stringerci forte, di abbracciarci ancora».

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