Cristallo San Damiano
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Ricominciato il cineforum al “Cristallo” di San Damiano

I prossimi appuntamenti sono domani e domenica 16 maggio, con ingresso gratuito per i tesserati che non avevano potuto utilizzare l’intero abbonamento

E’ ricominciato domenica scorsa il cineforum promosso dal cine circolo San Vincenzo – Luca Bosio presso il “Cristallo” di San Damiano.
Come riporta in modo eloquente il titolo della locandina, ovvero “Dove eravamo rimasti?”, le proiezioni riprendono da dove erano state interrotte lo scorso novembre a causa delle restrizioni intervenute causa pandemia. Il tutto nel rispetto della normativa anti Covid e all’insegna di alcune novità.
«Dal tradizionale venerdì (che vorremmo riproporre dal prossimo autunno) – spiega don Antonio Cherio, responsabile del cinema “Cristallo” – l’appuntamento è stato spostato alla domenica (dopo il 2, anche il 9 e il 16 maggio) sempre alle 18, con ingresso gratuito per i tesserati che non avevano potuto sfruttare l’intero abbonamento».

I film in programma

Dopo la pellicola “Non Odiare”, protagonista del primo appuntamento, si continuerà domani con un film che arriva dall’ultima Mostra del cinema di Venezia e che ha ottenuto la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile, assegnata a Pierfrancesco Favino. Il film è “Padre Nostro”, opera firmata da Claudio Noce, ambientata a Roma nel 1976. Protagonisti sono due ragazzini che, durante un’estate, scopriranno due realtà opposte: da una parte conosceranno la violenza del mondo adulto e dall’altra impareranno il significato dell’amicizia.
Ultimo film in programmazione il 16 maggio sarà “Crescendo”, opera tedesca del 2019 di Dror Zahavi, che racconta una esperienza di convivenza tra Israeliani e Palestinesi mediata, arricchita, immaginata dalla musica. Eduard Sporck, direttore d’orchestra di importanza mondiale, riceve ed accetta la proposta di costituire un’orchestra formata da giovani musicisti israeliani e palestinesi con l’obiettivo di realizzare un concerto. Impresa difficile ma, al contempo, una grande prova di maturità. «I critici – commenta Cherio – lo definiscono un film di grande equilibrio e partecipazione emotiva, tanto che andrebbe proiettato nelle scuole».

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