Festival delle Sagre Astigiane,sette pro loco sfilano con temi nuovi
Cultura e Spettacoli

Festival delle Sagre Astigiane,
sette pro loco sfilano con temi nuovi

Sono state ben sette le pro loco che domenica scorsa si sono cimentate in un tema nuovo alla sfilata e sono state accolte dagli applausi. La prima a presentarsi al pubblico assiepato è stata quella

Sono state ben sette le pro loco che domenica scorsa si sono cimentate in un tema nuovo alla sfilata e sono state accolte dagli applausi. La prima a presentarsi al pubblico assiepato è stata quella di Santa Caterina di Rocca d'Arazzo che non ha deluso le aspettative. Con qualche richiamo al tema portato in piazza qualche anno fa, “la rappresaglia tedesca”, i figuranti hanno raccontato per immagini il fondamentale ruolo delle donne nella Resistenza partigiana durante la Seconda guerra mondiale. Con una drammatizzazione che ha commosso il pubblico, le donne hanno difeso i loro figli dalla crudeltà dei tedeschi, presenti ovunque, che non hanno dimostrato alcuna pietà per loro. Donne che sostituivano nel duro lavoro dei campi le braccia dei loro uomini partigiani e donne che nascondevano qualche pagnotta di pane nelle ceste per destinarle ai figli ma per le quali rischiavano le botte se scoperte dai temutissimi uomini in divisa. Forse l'animazione più bella di tutta la sfilata.

A seguire la pro loco di Castello d'Annone con una parata piuttosto corta ma molto significativa. Per la fiera campionaria del 1913 ci sono proprio tutti, a partire dalla banda e dalle autorità pronte a tagliare il nastro e poi l'ingresso al padiglione dove i pezzi forte in esposizione sono i merletti e i lavori in ferro della ditta Galizia, fabbri ferrai e maniscalchi. Impagabile il giovane strillone con le copie di un giornale dell'epoca.
Attesissima anche la pro loco di Villafranca che ha rievocato la prima gara automobilistica fra Asti e Torino. Con quattro auto d'epoca, fra le quali una lancia rossa decapottabile con tanto di piloti addobbati per l'occasione, è stata simulata una partenza della gara e anche il guasto di una delle “signore” a quattro ruote risolto con una bella spinta dei meccanici.

Villanova non ha tradito la promessa di portare in piazza tanti animali così comuni sulla piana negli anni di maggior sviluppo rurale. Passata dal ciclo del grano a quello del latte, i bovini sono stati ovviamente i protagonisti con mucche, coppie di buoi e una coppia di cavallo che tiravano un bellissimo carrettino pieno di bidoni di latte fresco. Su un altro “birocc” due donne che facevano il burro e, a chiudere un piccolo gregge di pecore e una bella compagnia di asinelli. Un grazie da tutto il pubblico per aver portato in piazza così tanti animali.

Calliano ha stretto l'obiettivo sul matrimonio di un tempo, recuperando attentamente alcune scene e costumi delle precedenti sfilate. Sul primo carro un aspetto irrinunciabile dello sposalizio, ovvero il corredo della sposa che viaggiava, giovanissima, sul secondo carro insieme al suo sposo e alla ricostruzione della chiesa durante la cerimonia. Indovinatissima la scelta di questa prima coppia di sposi, che sembrava arrivare direttamente da cento anni fa. Un po' meno indovinato invece l'abito indossato dalla seconda sposa in corteo, un po' troppo bianco, vaporoso e moderno. Molto bene vestiti, al contrario, i tanti invitati che hanno seguito a piedi i carri, compresi quelli in auto d'epoca per finire con un tocco di simpatia dato dalle latte legate al tubo di scappamento della macchina usata dagli sposi per andarsene a casa loro ed iniziare la loro vita coniugale.

Fra i più belli di tutta la sfilata sono stati i costumi della pro loco di Valenzani che ha scelto un tema sacro, quello dei caritin e della festa di Sant'Antonio. Donne che impastano i caritin e le tagliatelle sul primo carro e molte altre donne che le seguivano a piedi, ognuna con un lavoro da fare in preparazione alla festa. Su un carrettino-bici i sacchi di farina che servono per preparare i caritin. Segue la parte più religiosa della sfilata con la statua di Sant'Antonio portata in processione; la seguono le pie donne con fiaccole e velo di pizzo in tesa. Per il pubblico e le autorità lancio di sacchetti di carta contenenti caritin per tutti.

Stoffe, tovaglie, lenzuola, pezze, arrotolate: è stata tutto un fruscio la sfilata di Moncalvo, ultimo nuovo tema in piazza che ha rievocato gli anni di super lavoro della TT, azienda tessile moncalvese che dava occupazione a 200 persone. La produzione di stoffe impiegava modiste, tagliatrici, lavoranti e sarte esperte, praticamente tutte donne tranne il caporeparto addetto al controllo del lavoro delle donne che era uomo. Le stoffe prima si tagliavano su modelli in legno, poi si cucivano su manichini ed infine venivano trasformate in abiti e camicie grazie ad una “batteria” di vecchie macchine da cucire Singer che avevano bisogno di essere oliate ogni cinque minuti. Altro reparto quello in cui si realizzavano camicie ed abiti su misura, da provare più volte sul destinatario prima di poterle impacchettare e vendere. Un tema bello, colorato, allegro, femminile, originale.

Daniela Peira

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