Una cantina per scappare dalla città
Cultura e Spettacoli

Una cantina per scappare dalla città

La vita è spesso fatta di incontri e sorprese piacevoli. Con persone che cambiano rotta e scelgono, magari in modo un poco folle, di navigare in mare aperto. E poco importa se quel mare è fatto di

La vita è spesso fatta di incontri e sorprese piacevoli. Con persone che cambiano rotta e scelgono, magari in modo un poco folle, di navigare in mare aperto. E poco importa se quel mare è fatto di vigne. Come Simonetta, che, ereditato un pezzettino di terra con intorno dei filari, guarda caso in vendita, ha deciso di cambiare vita e reinventarsi vignaiola.

«La nostra azienda nasce dalla passione per il vino di qualità – ci racconta Fabrizio Ghebbano, che conduce la Cantina Mosparone a Pino d'Asti insieme alla moglie Simonetta Boschetti – Possiamo contare sulla preziosa consulenza di uno dei migliori enologi italiani, amico di lunga data, i cui vini hanno ottenuto numerosi premi. Inoltre, con la supervisione di un agronomo, abbiamo organizzato l'azienda in modo da ottenere in vigna uve da cui ricavare vini di grande struttura e ottimi profumi. Produciamo alcuni vini di nicchia come il Freisa d'Asti, che vinifichiamo secco e fermo e vendiamo invecchiato, secondo la sua natura e la migliore tradizione, mentre oggi lo si trova molto più spesso vinificato giovane, mosso e frizzante. O l'Albugnano il vitigno Nebbiolo da cui nasce è coltivato sullo stesso tipo di terreno e ha la stessa resa per ettaro di quelli che si trovano sulla riva destra del Tanaro, dove nascono alcuni dei Nebbiolo più noti e affermati. Noi lo amiamo moltissimo».

Questo tanto per dire chi sono ma ciascuno di noi è frutto del proprio passato e delle scelte fatte. Una scelta quella di lasciare Torino per la campagna. «Per 35 anni mia moglie ed io abbiamo venduto articoli sportivi a Torino. Dal classico negozio anni '80 siamo passati a un piccolo negozio in via Montebello specializzato nel settore trekking escursionismo con annesso laboratorio di preparazione sci e modifica scarponi. Col tempo l'attività si è ingrandita fino ad arrivare a cinque punti vendita». Entrambi però avevano sempre avuto la voglia di andare a vivere in campagna. «Da sempre appassionati del buon vino e del buon cibo – aggiunge Simonetta – quando nel 2008 si è presentata l'occasione di acquistare dei terreni con vigneti produttivi in ottima posizione abbiamo preso il coraggio a quattro mani e deciso di cambiare, almeno in parte, vita».

Ovviamente soddisfatti della scelta nonostante le difficoltà del settore e la fatica di ricominciare da zero. «Certo, abbiamo la "fortuna" di avere una delle pochissime doc di nebbiolo in Piemonte, l'Albugnano, al di fuori delle Langhe – aggiungono quasi in coro – e ci è sembrato ovvio produrre il re dei vini piemontesi cercando di fare un prodotto all'altezza degli altri nebbioli più famosi». E poi il freisa che a Castelnuovo don Bosco ha terra di elezione con terreni calcarei o calcareo argillosi che esaltano la struttura ed i profumi dei vini. A volte un po' sottovalutati.

Per riportare ancora luce sul freisa i due si sono poi inventati anche una freisa chinata che han deciso di produrre non solo per gioco. Una scommessa ancora una volta vinta. «Non avendo un passito – chiude sorridendo Simonetta – volevamo un vino per chiudere il pasto e la scelta è caduta su un prodotto tipicamente piemontese tra l'altro particolarmente adatto ad abbinamenti con cioccolato e pasticceria secca ottimo da bersi anche come "vino da meditazione" o da sigaro o semplicemente in compagnia dopo cena». Giusto per partire in un viaggio in mare aperto tra santi e filari.

Lodovico Pavese

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