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Grana: la Regione dice no alla “zona rossa”

Ma si intensificano i controlli delle forze dell'ordine sugli spostamenti da e per il Comune

La Regione Piemonte non istituirà la “zona rossa” a Grana

Nessuna zona rossa ma una serie di provvedimenti che garantiscano maggior attenzione alla situazione contagi da coronavirus a Grana. È quanto deciso dalla Regione Piemonte che si è attivata, già nella giornata di mercoledì, convocando all’ora di pranzo un incontro in videoconferenza tra il vice presidente regionale Fabio Carosso, il Prefetto di Asti Alfonso Terribile, il Presidente della Provincia Paolo Lanfranco e il Commissario dell’Asl di Asti Giovanni Messori Ioli. Presente, ovviamente, il sindaco di Grana Cristiano Gavazza da cui era partito l’accorato appello di chiudere il paese per garantire la salute pubblica. Appello che aveva fatto il giro d’Italia e ripreso anche dalle testata giornalistica del Tg1 che ha dedicato alla questione due ampi servizi nell’edizione di ieri di pranzo e cena.

Da questa riunione sono emerse delle linee guida ben precise che sono state messe nero su bianco in una lettera inviata al comune astigiano e resa nota questa mattina. La prima azione messa in campo sarà un’intensificazione delle attività di controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine al fine di verificare la legittimità degli spostamenti da e per Grana e all’intero dello stesso comune. La seconda decisione presa riguarda, invece, il dare subito avvio da parte della Provincia di Asti a una cabina di regia in merito alle strutture assistenziali e socio sanitarie. La terza e ultima richiesta fatta dalla Regione è relativa al monitoraggio quotidiano da parte dell’Asl di Asti della situazione epidemiologia di Grana con particolare riferimento alla Rsa “Colli Divini”.

Come riferito dal sindaco Gavazza sulla sua pagina facebook, quindi per ora nessuna zona rossa in arrivo ma “la Regione Piemonte ha deciso di intraprendere misure di attenzionamento per valutare in itinere l’evolversi di tutta la situazione dei contagi da Covid-19 del paese”. Sempre Gavazza conclude il suo messaggio ricordando che “la salute è il bene primario e perciò queste decisioni saranno seguite attentamente dal Comune tramite richieste e comunicazioni continue”.

Infine, un invito diretto ai suoi concittadini: “Facciamo sì che, collaborando tutti insieme, il pericolo della misura di attenzionamento con zona rossa sia scongiurato e non rimandato”. La richiesta di chiusura totale del paese era stata effettuata all’indomani dei risultati dei tamponi della casa di riposo che avevano dato il 99% della positività con 27 degenti infettati sui 28 testati. Ricordiamo che nella Rsa “Colli Divini” sono ospitati 59 anziani e sono circa una ventina gli operatori che prestano servizio e che potenzialmente potrebbero essere vettori del virus all’esterno.

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