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Attualità

Il sindaco di Asti: “E’ evidente che la città potrebbe essere tenuta meglio”

Anche Rasero interviene sul degrado della città mentre c’è chi lancia l’idea di aprire un tavolo per l’emergenza ambientale

Il sindaco di Asti manovra una nuova macchina per pulire le strade

Solo pochi giorni fa abbiamo denunciato il degrado urbano, che nasce anche da un degrado culturale, visibile in quasi tutte le zone di Asti. Tra rifiuti abbandonati (anche ingombranti) vicino ai cassonetti degli abiti usati, cicche di sigarette, mascherine anti Covid, cartoni del cibo buttati ne parchi, ma anche un bel po’ di incuria nella manutenzione ordinaria delle strade o, ad esempio, nelle pensiline delle fermate dei bus, l’idea è quella di una città dove si fa molta fatica a garantire quel decoro e quella pulizia necessaria non solo per chi ci vive, ma anche per accogliere i tanto attesi turisti.

Ieri mattina è stato il sindaco di Asti, Maurizio Rasero, ad intervenire sulla manutenzione della città e lo ha fatto su Facebook postando un video che lo vede manovrare una nuova macchina destinata a pulire le strade del centro, in particolare il porfido.

https://www.facebook.com/rasero.maurizio/videos/10223192611194087/

“Serve a poco pulire se poi i cittadini sporcano poco dopo”

“È evidente, – commenta il sindaco – la città potrebbe essere tenuta meglio sia per quanto riguarda la pulizia sia per il verde pubblico. È vero, il Covid ci ha tolto ulteriori risorse e ci limita ancora di più l’azione, ma questo non giustifica e ci deve far impegnare ancora più di prima. E non esiste solo il centro. A riguardo ho chiesto ad Asp pulizie straordinarie e anche di dotarsi di mezzi in grado di pulire gli escrementi dei piccioni e di raccogliere i numerosi mozziconi che molti buttano a terra e che si incastrano fra i cubetti di porfido. Ieri abbiamo provato un nuovo macchinario e, naturalmente, non mi sono fatto mancare la possibilità di provarlo direttamente. Vero è che serve a poco ripulire se poi i cittadini non collaborano e sporcano poco dopo“.

All’articolo sul degrado urbano dove abbiamo denunciato una serie di gravi criticità che sono sotto gli occhi di tutti, ha risposto il sindacalista e dipendente dell’Asp Valter Lanfranco (FIT CISL).

“E’ vero – commenta Lanfranco – l’erba è alta, il degrado si vede, ma fatto salvo questo mi preme sottolineare che gli addetti dell’Asp operano senza risparmiarsi e onorando i contratti di servizio in essere. Vero è che le priorità e le scelte sugli interventi da fare li dà l’amministrazione ed è altrettanto vero che, nel tempo, si sono perse molte figure che si occupavano di manutenzione e pulizia della città. Oggi ne occorrerebbero decine in più, ma chi li paga? L’Asp fa quello che deve e ha continuato a lavorare senza sosta anche durante l’emergenza sanitaria per Covid. Quindi – continua Lanfranco rivolgendosi a coloro che hanno commentano in maniera critica l’operato dell’Asp – chiediamo clemenza nei nostri confronti, ma ciò che dobbiamo fare, lo facciamo”.

Il sindacalista: “Apriamo un tavolo per l’emergenza ambientale”

Il sindacalista dell’Asp va oltre la replica e lancia una proposta che dovrebbe essere raccolta e formalizzate perché potrebbe, il condizionale è d’obbligo, aiutare a trovare una soluzione contro i casi più clamorosi di inciviltà urbana.

“E’ necessario aprire un tavolo per l’emergenza ambientale – spiega Lanfranco – dove i soggetti preposti, Comune, Asp, Prefettura, forze dell’ordine, possano confrontarsi e trovare nuove soluzione per arginare questi fenomeni, identificare i responsabili e punirli. L’Asp non è infallibile, ma la buona volontà la mette sempre e ricordo che quando si abbandonano dei rifiuti in giro, ad esempio l’amianto, si procede con la rimozione straordinaria che ha dei costi per tutta la collettività”.

Costi che alla fine gli utenti pagano in bolletta, salvo poi lamentarsi che le tariffe per la raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani siano molto care (e in effetti lo sono, come più volte denunciato dallo stesso assessore all’ambiente Renato Berzano che da tempo lavora per rimodulare al ribasso). Ma se da un lato si punta a ridurre i costi dell’immondizia a carico degli utenti, dall’altro si deve combattere il malcostume di alcuni pronti a trasformare ogni luogo in una nuova discarica abusiva. Una lotta non facile, ma necessaria e anche urgente che aiuterà di sicuro al rilancio dell’immagine di Asti.

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3 risposte

  1. La parola chiave è: PUNIRE chi sporca, senza se e ma. Basta trovare scuse! Quando l’amministrazione comunale vuole fare qualcosa, lo fa senza colpo ferire – vedi variante al traffico, rotonde ecc ecc. Quindi si dia una mossa per identificare chi imbratta, sporca, e lo punisca anche elevando multe. I vigili ai giardini pubblici non si vedono più girare. Asti non è Roma, non ha un’area impossibile da gestire, basta con le solite scuse.

    1. eee adesso ci mettiamo a punire, sono passate certe ere.
      Sono anni di trascuratezza, vedi “parchi” panchine scassate, erba alta è sempre colpa di qualcuno?!
      cani senza guinzaglio, piedi sulle panchine…
      feci e urina ovunque…
      sarà il covid?
      fabbriche chiuse, negozi chiusi, gente a spasso, disoccupati..
      spacciatori…
      guarda che non c’è una macchia in un vestito bianco, il vestito è da cambiare..
      mio opinione

  2. Mentre si sviluppa l’ennesimo rogo al campo nomadi, di cui l’amministrazione non parla più dopo le numerose promesse sempre disattese, la città si presenta sempre più sporca e fatiscente, con il verde non gestito e degradato, rifiuti ovunque, arredo urbano malandato e vandalizzato. Poi si vorrebbe attirare turisti e dare un’immagine di città d’arte e cultura ! Esempio emblematico è la vicenda della scalinata della ex “casa littoria” dove da mesi staziona una persona con evidenti problemi esistenziali. La scala è imbrattata di deiezioni di tutti i tipi ed emana un odore nauseabondo. Splendido biglietto da visita per i tanto agognati turisti!

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