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“Sbagliato riaprire i mercati”: è virale l’audio di un primario del Massaia di Asti

Da una chat privata è stato inoltrato in giro un messaggio vocale del dottor Marco Scaglione, direttore della Cardiologia, che spiega l'accaduto - Lunedì ad Asti ci dovrebbe essere il primo mercato

Asti, il vocale di Marco Scaglione: “La situazione è drammatica”

“La situazione è drammatica, è drammatica. La gente fuori non lo capisce perché non lo vede”. Così inizia un lungo messaggio vocale rimbalzato sui gruppi WhatsApp della città, ma anche in provincia, nel quale si sente la voce di un uomo che racconta la gravità dell’attuale situazione causata dal Coronavirus e che, a un certo punto, rimarca quanto sia sbagliato riaprire i mercati in questo momento.

L’uomo che sta parlando non è il primo che passa al bar dell’autostrada, o il solito “informato” su Facebook che sproloquia in cerca di like facili. La voce del messaggio è quella del dottor Marco Scaglione, direttore della Cardiologia dell’ospedale Cardinal Massaia di Asti e del Dipartimento d’Emergenza. Insomma, un tecnico, uno specialista, un medico, una persona che sta dicendo, in una chat privata, che stiamo vivendo in un momento drammatico con risvolti economici chiaramente molto pesanti. Ma, proprio sui mercati, il dottor Scaglione non è d’accordo alla riapertura, come altri medici ed esperti a livello nazionale hanno più volte sottolineato, perché è necessario evitare ogni possibile occasione di contatto tra le persone. I mercati di quartiere di Asti, infatti, dovrebbero riaprire da lunedì dopo una pausa di tre settimane e la notizia sta tenendo banco sui social network da ieri, tra i molti contrari e i pochi favorevoli.

Cosa potrebbe capitare nei pressi del mercato?

I mercati, piccoli o grandi, sono comunque un luogo di incontro tra chi vende e chi compra; ma se chi compra deve restare in fila per gli accessi contingentati, quanto può essere fattibile il controllo sulle misure restrittive non solo davanti al mercato, ma anche nella sua prossimità? Potrebbe capitare che aprire i mercati venga frainteso come un segnale distensivo da parte di quei soggetti, più fragili, che mai come oggi sono a rischio e devono restare in casa? C’è questo possibilità? Vale la pena di correre il rischio? E’ un po’ questo il succo del messaggio del dottor Scaglione che fa parte di un più ampio discorso portato avanti una chat privata dal quale qualcuno ha estrapolato l’audio – senza il suo consenso – per farlo girare su altri gruppi WhatsApp.

Poiché era impensabile che un messaggio di quel tipo passasse in cavalleria, lo stesso è stato inoltrato a centinaia di altre chat finendo in mano a politici, dottori, cittadini, commercianti che l’hanno condiviso o contestato, a seconda dei casi.

Abbiamo contattato il dottor Scaglione per chiedere cosa intendesse dire in quel vocale e avere ulteriori chiarimenti. Lui non solo ha confermato quanto detto, ma spiegato che si trattava di un  messaggio in una chat privata e parte di un discorso molto più articolato in risposta ad altre persone. Insomma, un messaggio decontestualizzato, ma sicuramente con affermazioni del tutto sensate perché dette da un medico la cui competenza è riconosciuta a livello internazionale.

Alla fine, tutto ciò che il dottor Scaglione sostiene, pur con toni accesi dato il tenore della conversazione, è condivisibile e giustificato proprio dall’emergenza sanitaria che non è per nulla superata. Purtroppo.

In certi casi l’amara verità e meglio di tante pie illusioni, ma se questa può servire a salvare altre vite, ben venga.

La lettera del dottor Scaglione

Qui sotto pubblichiamo la lettera che il dottor Marco Scaglione ha voluto scrivere per spiegare l’accaduto.

Recentemente è stato divulgato senza il mio permesso un audio-vocale che faceva parte di un discorso più articolato in una chat privata. Questa cosa ha generato equivoci che vorrei chiarire pubblicamente.  Il tema del discorso riguardava le misure restrittive adottate in corso di pandemia da COVID.

L’enfasi che si percepisce nel discorso è legata alla manifestazione della preoccupazione di chi, come me, è un operatore sanitario che vive la realtà attuale dall’interno dell’Ospedale. La mia esternazione era rivolta a chi, all’interno della chat, sembrava  non aver colto la gravità del momento con il rischio di minimizzare.

Il sottoscritto non ha fatto altro che riportare ciò che dovrebbe essere noto a tutti sulla drammaticità del momento in cui versa il mondo intero ed Asti non ne è esente, come ripetuto quotidianamente da tutti gli organi di informazione,

In questo momento tutta l’Italia e soprattutto il nord è grandemente impegnato in questa emergenza. Ricordo altresì che il Piemonte è la terza regione come numero di soggetti positivi accertati ed il quadrante di Asti/Alessandria ne è fortemente colpito. 

Nei vari Ospedali, come nel nostro, la maggior parte se non la totalità delle risorse sono dedicate a combattere questa pandemia, con un impegno più che massimale dei posti letto delle terapie intensive di Rianimazione ed è già stato più volte prospettato da Sanitari e Amministratori di varie regioni e città il rischio reale che il sistema non riesca  più a coprire la richiesta assistenziale se non si ferma l’onda del contagio.

Ho altresì fatto mio l’appello di Medici e Operatori Sanitari tutti, come anche di Politici, che spiegano come un’arma efficace, se non la più efficace, sia il distanziamento sociale/isolamento e quindi esortano la popolazione a capire, accettare e  applicare le misure restrittive, anche a fronte di grandi sacrifici, per far sì che tutto questo finisca il prima possibile. 

Per tale motivo è bene ridurre/evitare ogni situazione che determini aggregazione di persone o contatti che facilitino il contagio.

E’ ovvio che ogni categoria dovrà fare la sua parte in modo diverso, chi coinvolto in prima linea e chi aiutando gli altri rispettando i limiti imposti.

Da questo obbligo di restrizione possono derivare  anche dei danni economici e da qui la necessità  del Governo di tutela di tutte le categorie di cittadini colpiti  da questa che è una vera e propria guerra ad un nemico invisibile e quindi più difficile da contrastare.

In una seconda parte della conversazione privata, a cui appartiene quella parte di vocale, ho anche espresso, e qui voglio riprendere, la mia stima, apprezzamento e vicinanza al Sindaco ed alla Giunta tutta che ha ben lavorato essendo capace di ascoltare gli appelli dei Sanitari e mediare tra questi e le esigenze dei Cittadini nella tutela della salute pubblica dando disposizioni chiare e sicure.

Certo che sarete capaci di comprendere quanto mi sta a cuore la mia città ed il bene dei miei concittadini vi saluto e ringrazio del tempo a me dedicato.

Marco Scaglione

Un Commento

  • gian ha detto:

    Non riaprire i mercati, ovviamente con tutte le dovute precauzioni, vuol semplicemente dire ammassare più persone in pochi luoghi, come ben vede chi stà andando a fare la spesa nei vari punti vendita aperti. E’ vero che gli ingressi sono contingetati, ma fuori la gente si ritrova comunque insieme,come insieme si ritrova quanto ritorna al veicolo per caricare la spesa. Riaprire i mercati può essere una possibilità di sparpagliare la massa, ma va posta una condizione: appena si sgarra si richiudono. Anche senza i mercati aperti i furbetti non mancano, da quelli che escono anche più volte al giorno per comprare un articolo, a quelli che continuano a ignorare che deve andare un solo componente per famiglia a fare la spesa, come la coppia che ho visto e che sfacciatamente ha ignorato gli avvisi affissi che lo ricordavano, lei con la lista in mano e lui con il carrello, e la settimana prima lei con il carrello e lui con il cestello sempre vuoto, fino a poco prima delle casse, salvo trasbordare poi qualche articolo nel cestello.

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