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San Damiano

Il caso di Raffaele va in tv

Nei giorni scorsi la troupe di una nota trasmissione televisiva ha fatto le riprese e le interviste sulla morte del ragazzo un anno fa

Il caso di Raffaele va in tv

I dubbi sulla morte di Raffaele Cotto mettono gambe e volano sulla cronaca nazionale grazie alle riprese che nei giorni scorsi sono state fatte dalla troupe di una seguita trasmissione tv. Cameramen e giornalista hanno passato giorni a San Damiano sulle tracce delle ultime ore del ragazzo trovato morto esattamente un anno fa vicino alla chiesetta di fianco alla riproduzione della grotta della Madonna di Lourdes.
Anche loro, come La Nuova Provincia, hanno raccolto il disperato appello del fratello di Raffaele, Gabriele e del resto della famiglia che, più passano i mesi, più scoprono stranezze ed anomalie sulla fine del ragazzo nonostante la Procura abbia chiuso le indagini con la ferma convinzione che si sia trattato di un suicidio. Anzi, una convinzione che non ha atteso il termine degli accertamenti, autopsia compresa, ma che compariva già poche ore dopo il ritrovamento del corpo senza vita, nei verbali e negli atti recuperati dall’avvocato Alberto Avidano.
Dalla modalità scelta per togliersi la vita (una unica coltellata dritta al cuore che Raffaele si sarebbe autoinferto nonostante la sua disabilità agli arti superiori e, al momento del colpo, avesse bocca e gola completamente ostruiti da due calzini arrotolati e spinti a fondo e un sacchetto di plastica legato intorno al collo) all’assenza nel fascicolo di indagine utilizzato per l’archiviazione di alcuni accertamenti tecnici come il rilievo delle impronte sul coltello usato e su quello trovato lì vicino come sul sacchetto di nylon e altri frammenti di bustine azzurre sempre rilevate vicino al corpo, come mancano anche eventuali esami genetici di Dna sul materiale usato per togliersi la vita.
E poi c’è tutta la partita tecnologica che riguarda i cellulari, oggi veri e propri strumenti di indagine che è possibile tracciare con certezza grazie ai software delle varie compagnie telefoniche.
Sono spariti i due cellulari di Raffaele (uno perso da lui dieci giorni prima della sua morte in una serata che lo ha sconvolto dopo una cena fra amici e di cui ci sono pochissime informazioni) e l’altro nuovo, comprato da pochi giorni, sicuramente in suo possesso mezz’ora prima della sua uscita di casa, a piedi, per raggiungere la “Madonnina” dove è stato trovato morto alle 7,30 del 25 marzo 2025 da un operaio edile che aveva lì appuntamento con il suo datore di lavoro.
Non sono presenti i tabulati delle chiamate in entrata e in uscita del suo numero di cellulare e non sono presenti, sempre nel fascicolo di archiviazione, le eventuali geolocalizzazioni di altre utenze telefoniche nell’area della Madonnina nelle ore in cui è morto.
E queste sono solo alcune delle domande che da un anno Raffaele, la sua famiglia e il loro legale continuano a farsi non trovando risposte.

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