Quella nicese è una delle tappe tra le fiere bovine della nostra regione alle soglie dell’inverno: «Quest’anno la collaborazione con le altre realtà rimane a maggiore distanza, ma speriamo di consolidare i rapporti in forma maggiore in futuro». Il programma, come tradizione, partirà molto presto la mattina, come racconta l’assessore all’agricoltura Domenico Perfumo: «Verso le 7,30 arriveranno i capi in piazza Garibaldi, collocati sotto il capannone allestito nel frattempo. Nella fiera ci saranno buoi, manzi, mucche, tutte le categorie valutate dalla giuria di esperti. In tarda mattinata ci sarà la passerella in via Maestra e quindi la premiazione».
Novità uniche di quest’anno? «Innanzitutto il mercatino di Slow Food, in piazza Garibaldi, e lungo le vie gli agricoltori locali. Da segnalare inoltre la presenza in esposizione, sempre sulla piazza, di alcune macchine agricole, mezzi nuovi e di interesse». La Città di Nizza organizza l’evento in collaborazione stretta con la Pro Loco cittadina. Anticipa il vicepresidente Andrea Forin: «Abbiamo accolto con piacere l’invito dell’amministrazione. Insieme a Nizza è Bagna Cauda vorremmo farne i due principali appuntamenti gastronomici dell’autunno e inverno, in collaborazione piena anche con i macellai».
Dalle 12,30 si potrà pranzare sotto il Foro Boario con il gran bollito misto: «Il menu è ricco, lascia spazio a ciascuno di apprezzare ciò che meglio gradisce. Ricordo che anche nelle gastronomie e ristoranti nicesi c’è la possibilità di gustare il bollito». Diciassettesima edizione, ma le fiere bovine a Nizza affondano nella storia, come precisa il consigliere Maurizio Martino: «La città non è di allevatori, ma i macellai hanno le carni migliori, e questo affonda le radici nel grande mercato del bestiame. Un’iniziativa che diede, a suo tempo, al Foro Boario e alla piazza Garibaldi stessa la forma con cui li conosciamo».
Anche al grande pranzo la Pro Loco conserva lo spazio destinato alla solidarietà, come conclude il presidente Claudio De Faveri: «Durante la fiera verrà servito a chi vuole anche il caffè e l’amaro. I proventi andranno alle zone alluvionate della Toscana».